arte

NATURA MORTA NELLA PITTURA

La natura morta è un tipo di rappresentazione pittorica in cui protagonisti sono degli oggetti inanimati (frutta, fiori, crostacei, pesci, selvaggina, libri, strumenti musicali e oggetti vari) collocati nello spazio in una forma indipendente dalla logica del racconto. In questo tipo di pittura è assente l’uomo. È un genere destinato soprattutto a un pubblico nuovo formato da collezionisti, amatori, esperti, che apprezzano un’opera d’arte a prescindere dal soggetto rappresentato e fa del piacere estetico un valore a sé stante.

L’espressione ‘natura morta’ deriva dal francese nature morte, che fa la sua apparizione nel 1750 (nella Lettre sur la peinture à un amateur di Baillet de Saint Julien). Fino a quel momento il genere pittorico in questione veniva indicato con un termine che significa ‘natura silenziosa’: Stilleven(olandese), Stilleben (tedesco), Still-life (inglese). Con queste espressioni si voleva indicare il carattere “immobile” del soggetto rappresentato, in opposizione alla rappresentazione della figura umana, che doveva essere colta nella mutevolezza dell’espressione.

Il XVII è il secolo d’oro della natura morta, particolarmente nell’Europa del Nord, ma anche in Italia e in Spagna.

Si registra una notevole richiesta di questo genere di quadri, per lo più da parte di acquirenti di estrazione borghese. Il grande incremento della domanda favorisce un processo di specializzazione, con l’individuazione di ‘sottogeneri’ legati al contenuto predominante dei quadri e con denominazioni specifiche. Gli artisti, perciò, si specializzano nella realizzazione di nature morte che hanno per tema il cibo, oppure i fiori, oppure gli strumenti musicali e altri oggetti che costituiscono una tipologia particolare di natura morta, detta vanitas. In base alla quantità e alla disposizione dei cibi si fa una distinzione fra angolo di cucina, colazione e tavola imbandita, una suddivisione che parte dal luogo in cui il cibo è semplicemente accumulato fino a quello in cui è ordinato e composto nell’ufficialità del banchetto.

Il sottogenere “angolo di cucina” indica l’accumulo di cibi e utensili sopra o sotto tavoli e mensole, esempio di abbondanza ma anche di transitorietà.

Jacopo Chimenti – 1624
-Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio e anatra-

Il sottogenere della “colazione” nei cataloghi dell’epoca è chiamata ontbijt. Si sviluppa in particolare in area fiamminga e tedesca. Su una porzione di tavolo sono collocati, con una disposizione apparentemente casuale e in quantità limitata, cibi e suppellettili in vetro, metallo o ceramica.

Pieter Claesz – 1627
-Natura morta-

La “tavola imbandita”, indicata nei cataloghi come bancket ha caratteri di esuberanza e sfarzo, e si propone come una vera e propria ‘messa in scena’ di oggetti variegati, esaltati da un attento studio della luce.

Abraham van Beyeren Pronkstilleven – 1655
-Natura morta-

Still life nella fotografia

La fotografia Still life ritrae oggetti inanimati. Si conosce anche con il nome di “natura morta” e infatti deriva dalla tecnica pittorica. E’ uno dei primi generi ad essere stato praticato in fotografia, dati i lentissimi tempi richiesti dai primi mezzi fotografici, ad esempioci dagherrotipi. Una delle prime fotografie scattate nella storia è proprio una tavola apparecchiata con pane e vino (scatto è di Nicéphore Niépce, nel 1827).

Lo Still Life è quindi una tecnica fotografica ben precisa che si sta diffondendo moltissimo negli ultimi anni, grazie in particolar modo al settore pubblicitario. Un’immagine fotografica può essere molto strutturata, dal momento che se ne possono controllare luce, composizione, disposizione e colorazione, oltre a molti altri fattori. L’obiettivo è creare stimoli visivi, che il target interpreterà secondo modalità determinate dalla propria esperienza emotiva, oppure limitarsi a connotare il prodotto in quanto tale.

Riccardo Urnato
-Still life-

Oggi giorno le fotografie di still life vengono scattate in studio con luci artificiali, soprattutto per la vendita online o per riviste e cataloghi di architettura e interior design. Ogni foto necessita di un’attenta pianificazione dell’illuminazione. Spesso per la realizzazione di queste fotografie vengono utilizzate luci fluorescenti, tungsteno oppure flash. Esse non saranno mai dirette sul soggetto, ma saranno dotate di diffusori di carta frost, oppure da soft box. La giusta misurazione della quantità di luce è fondamentale per ottenere un’esposizione adeguata e per bilanciare in maniera corretta la temperatura colore utilizzata.

Il fondale bianco è adatto a tutti i prodotti, in quanto capace di facilitare la leggibilità del soggetto e rendere agevole il lavoro di post-produzione su appositi software.

Le ottiche più utilizzate per questo stile fotografico sono: obiettivo standard, ottica fissa oppure teleobiettivo. La scelta deve essere effettuata in base al taglio fotografico e alla tipologia di prodotto che verrà presentato.

Per effettuare questi still life si lavora a priorità di diaframma, ciò vuol dire che si possono utilizzare tempi lunghi, ma con l’utilizzo del cavalletto.

esempio di set still life

Esperienza personale..

Recchia Micaela
-still life-