Un Marchio è un segno e come tale è soggetto a tutte le regole percettive di un segno visivo generico.

La gestaltica, nell’ambito della percezione visiva, elenca una serie di condizioni alle quali sottomettere l’analisi del segno. Non è questa la sede per ripetere anche la lezione gestaltica, per cui alcuni temi saranno ripresi solo come pretesto per l’adeguamento al soggetto del presente studio rimandando ai testi specifici l’approfondimento dettagliato della materia (comunicazione visiva).
Nella progettazione del Marchio in particolare possono confluire alcune di queste nozioni essenziali: la configurazione, la forma, il segno, lo stile.
La configurazione non è ancora la forma vera e propria bensì l’”anima” della forma, la sua struttura, la sua “idea”. Prima percezione, indica la sua natura, la sua “rotondità”, la sua “triangolarità”, la sua “quadrangolarità”, la sua “ondularità”, la sua “iconicità”, ecc. La configurazione ci fa percepire ciò che conosciamo e riusciamo a riconoscere; la figura base che solo analiticamente, in base ai suoi elementi distinti, diventa forma.
Descrivere la forma del Marchio vuole dire individuare le sue componenti e stabilire il rapporto che si instaura tra queste e l’osservatore.
Noi percepiamo i segni in alto, in basso, a destra a sinistra, al centro, cioè vediamo questi segni particolari “nella” struttura. Le forme sono strutture che si determinano reciprocamente imponendo all’insieme l’impronta della loro articolazione.
Il segno grafico è uno primi mezzi di comunicazione visiva usati dall’uomo.
molto spesso è impiegato per costruire una forma riconoscibile, un ideogramma o un simbolo che ha un preciso significato, ma il segno di per sè, può avere un significato espressivo e parlare attraverso le sue qualità specifiche che sono: PRESSIONE, INTENSITÀ, DIREZIONE, SPESSORE, VELOCITÀ.
Il Marchio può essere considerato come estrema rappresentazione e definizione del proprio Referente. In rapporto con quest’ultimo esso stabilisce la propria “forma” come figura o profilo che caratterizza, o meglio, segna i “caratteri” della sua personalità. L’attività di “personalizzazione” del Marchio presuppone lo sforzo, da una parte, di affermare attraverso la rappresentazione grafica di determinati segni significanti ciò che il Referente è in se stesso con le sue proprietà, caratteristiche e particolarità.
Lo stile del Marchio deve descrivere per mezzo di rappresentazioni grafiche significanti, e in maniera più netta possibile, le caratteristiche essenziali del Referente (Azienda, Persona, Ente, ecc.) le sue peculiarità, i suoi “punti forti”, il suo plus. Deve descrivere la sua “psicologia”, le sue “abitudini”, il suo “modo di agire”, il suo “modo di esprimersi”, ciò che “produce”, ciò che “pensa”, il suo “temperamento”, il suo “animo”.
Le leggi della Gestalt
La psicologia della Gestalt ci relaziona di alcune leggi fondamentali alle quali sottoporre l’analisi della forma:
– LEGGE DELLA VICINANZA
– LEGGE DELL’EGUAGLIANZA O DELLA SOMIGLIANZA
– LEGGE DELLA FORMA CHIUSA
– LEGGE DELLA “CURVA BUONA” O DEL “DESTINO COMUNE”
– LEGGE DELL’ESPERIENZA PASSATA
– PRINCIPIO DELLA PREGNANZA DELLA FORMA

vicinanza 
somiglianza 
forma chiusa 
destino comune 
esperienza passata 
pregnanza