arte

LA RAGAZZA COL TURBANTE

La Ragazza col turbante conosciuta anche come la Ragazza con l’orecchino di perla (“Meisje met de parel”) o la Monna Lisa olandese è un dipinto olio su tela (44,5×39 cm) di Jan Vermeer; risalente al 1665-1666 e conservato nella Mauritshuis dell’Aia. È uno dei dipinti più noti dell’artista, anche grazie a un romanzo e un film del 2003 di cui è stato oggeto.

Il dipinto raffigura una ragazza a mezzo busto di profilo con la testa ruotata verso lo spettatore, in favore della luce che proviene da sinistra. La ragazza indossa un mantello color rame e una camicietta bianca, oltre a un turbante fatto da una fascia azzurra che avvolge la testa e un drappo giallo annodato che pende dalla nuca fino alle spalle, terminando in frange azzurrine. Il volto della ragazza mostra una rara bellezza: labbra rosse carnose e dischiuse, naso sottile e dritto, occhi grandi e vivi. La luce delle pupille è richiamata dall’orecchino con una grossa perla, che brilla sulla penombra del collo. Il fondo scuro mette in risalto le zone di luce. Il colore è stato applicato con pennellate dense e uniformi, poco sfumate, tranne nell’incarnato e in alcune zone dove sono presenti piccoli punti.

il dipinto

L’orecchino con perla è di grandi dimensioni ed è a forma di goccia. Anche se la ragazza che lo indossa sembra di modeste condizioni. Questo gioiello era al tempo caratteristico delle dame aristocratiche dell’alta borghesia. Nel XVII secolo le perle erano una preziosa rarità: venivano importate dall’Estremo Oriente. A parere di alcuni studiosi la perla raffigurata nel dipinto non esiste in natura, infatti, si pensa che potrebbe trattarsi di un’imitazione in vetro soffiato di produzione veneziana.

l’orecchino

Jan Vermeer battezzato Johannes van der Meer (1632-1675) è stato un pittore olandese.

Della vita di Vermeer si conosce molto poco: il suo apprendistato cominciò nel 1647, presso Carel Fabritius. Il 29 dicembre 1653 divenne membro della Gilda di San Luca. Dai registri di questa associazione si sa che l’artista non era in grado di pagare la quota di ammissione, il che indica una difficoltà finanziaria. Successivamente la situazione migliorò: Pieter Van Ruijven, uno dei più ricchi cittadini, divenne il suo mecenate e acquistò numerosi suoi dipinti. Nel 1662 Vermeer venne eletto capo della Gilda. Nel 1672 a causa di una pesante crisi finanziaria, provocata dall’invasione francese, provocò un crollo delle richieste di beni di lusso come i dipinti e, di conseguenza, gli affari di Vermeer ne risentirono, costringendolo a chiedere dei prestiti.

Alla sua morte nel dicembre del 1675, Vermeer lasciò alla moglie e ai figli poco denaro e numerosi debiti.

Vermeer

Vermeer era in grado di ottenere colori trasparenti applicando sulle tele il colore a punti piccoli e ravvicinati, tecnica nota come pointillé. La sua tecnica punta ad una resa più vivida possibile, con effetti che egli ricerca con un interesse quasi scientifico, considerando il soggetto una sorta di espediente:

“Le pitture di Vermeer sono vere nature morte con esseri umani”.